La rieducazione perineale, cos’è e quali sono le diverse strategie di cura?

La riabilitazione perineale è molto lontana dallo stereotipo, purtroppo comune, secondo il quale per praticarla basta seguire l’indicazione: “Stringa il muscolo (quello che trattiene la pipì per intenderci) un po’ di volte al giorno”.

Ci sono molte disfunzioni perineali che trovano giovamento dalla riabilitazione perineale, ma ogni disfunzione richiede una o più tecniche diverse e articolate, che possono essere utilizzate in sinergia all’interno di una “strategia di cura”.

Nello specifico, le principali “tecniche” di analisi e cura sono le seguenti:

Fisiokinesiterapia.

E’ un “training muscolare”, da avviarsi inizialmente con esercizi di “stretch reflex” cioè uno stiramento del muscolo fatto manualmente, generalmente con le dita in vagina, e quindi progressivamente, verificando l’interferenza dei muscoli agonisti e antagonisti, con esercizi isotonici e isometrici del perineo. Sono indicati per perinei ipotonici.

Elettrostimolazione del piano perineale.

E’ una tecnica passiva, assolutamente sicura, che produce una stimolazione della muscolatura pelvica e delle strutture nervose migliorandone l’elasticità e il grado di trofismo muscolare.

TENS.

L’acronimo inglese TENS (Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation) corrisponde in italiano al termine “stimolazione elettrica transcutanea dei nervi”. E’ una tecnica terapeutica basata sulla somministrazione d’impulsi elettrici a basso voltaggio attraverso la cute, tramite l’uso di elettrodi di superficie, con la finalità di alleviare il dolore cronico. L’azione antalgica della TENS deriva dall’attivazione di sistemi d’inibizione periferica degli stimoli dolorifici e dallo stimolo alla produzione e alla liberazione endogena di oppiodi, neuropeptidi e neuromediatori ad azione analgesica.

Biofeedback.

Attraverso l’uso di una sonda vaginale basata sul principio dell’elettromiografia, la contrazione perineale viene registrata e trasmessa ad uno strumento che la trasforma in un impulso visivo o sonoro. Avendo di fronte agli occhi la risposta in tempo reale della muscolatura, si possono svolgere degli esercizi guidati, utili in primo luogo ad allenare i perinei ipotonici ma anche a evidenziare la capacità di rilassamento nei casi di ipo-tonia.

Esercizi addominali isometrici.

Gli esercizi addominali isometrici (o altrimenti detti “ipopressivi”) sono degli esercizi che creano un abbassamento della pressione intra-addominale portando allo stesso tempo un’attivazione riflessa della muscolatura perineale e della fascia addominale. Se si presta attenzione, durante l’esercizio, si percepisce una contrazione involontaria della fascia addominale e del pavimento pelvico.

Le tecniche ipopressive (Ginnastica Addominale Ipopressiva© -GAH) sono state introdotte negli anni ’80 dal dottor Marcel Caufriez, con l’obiettivo di creare una ginnastica post-parto capace di prevenire il rischio d’incontinenza urinaria e di prolasso rinforzando nello stesso tempo la fascia addominale e il pavimento pelvico senza creare tensioni su quest’ultimo.

Sono esercizi che sono stati ripresi più recentemente anche dalla ginecologa Bernardette de Gasquet, (metodo A.P.O.R- approccio porturo-respiratorio) che li ha integrati a delle ginnastiche posturali.

Gli esercizi isometrici sono utili soprattutto per problemi di prolasso, ma anche i perinei ipertonici, qualora siano applicati con specifica accortezza, possono trarne giovamento.

Espirazione controllata e visualizzazione -Il metodo CMP©: Connaissance & Maîtrise du Périnée”- conoscenza e padronanza del perineo.

Messo a punto dall’ostetrica francese Dominique Trinh Dinh è basato su degli esercizi guidati di respirazione e visualizzazione (ad es. la visualizzazione della vagina come una grotta con un ingresso, le pareti laterali, il suolo, il soffitto e il fondo), finalizzati essenzialmente a “raggiungere” (in termini di coscienza psico-motoria) muscoli poco percepiti e poco usati dalla donna, soprattutto nel caso si abbiano problematiche in zone specifiche del perineo, quale il piano superficiale o quello più profondo del perineo.

Massaggio addominale, sacrale, perineale e parauretrale.

Esistono diverse tecniche di massaggio praticabili per la zona perineale. Generalmente i massaggi sono più indicati per situazioni di “contrazione primaria” o di “contrazione secondaria” spesso provocata da stati dolorifici cronici, collegati ad esempio a vulvodinia, dispareunia, vestibolite, dolore pelvico cronico e sciatalgie. I massaggi sono particolarmente adatti anche per le vesciche iperattive e per i perinei ipertonici.

Rieducazione Toracico-addominale pelvica attraverso Metodo ABDO-Périnéo-MG© .

Tecnica messa appunto dal fisioterapista francese Luc Giullarme ha come principio quella di modulare l’espirazione attraverso una specie boccaglio (winner flow) che attiva i muscoli addominali e perineali, rispettando la fisiologia del corpo. L’integrazione della respirazione modulata e del lavoro addominale garantisce un’efficacia e una sicurezza che consentono un trattamento precoce anche dopo il parto e la chirurgia addominale.
L’obiettivo principale del concetto ABDO-MG è di consentire di recuperare una cintura addominale competente e integrare i riflessi addominali e perineali nei gesti della vita quotidiana.

I coni vaginali. 

I coni vaginali sono uno strumento rieducativo utile a tonificare la muscolatura perineale, https://www.pelvilab.com/i-coni-vaginali-cosa-sono-e-come-si-usano/

 Le sfere di Kegel. 

Le palline di Kegel sono delle palline generalmente in silicone che si inseriscono in vagina e hanno il compito di stimolare, massaggiare e tonificare la muscolatura del pavimento pelvico.

Tecniche di “consapevolezza integrata” del pavimento pelvico.

Il perineo è una zona piccola del nostro corpo e anche poco rappresentata a livello celebrale, ma questo non significa che non svolge funzioni importanti anzi è coinvolto in molte delle nostre attività quotidiane ma non ne siamo consapevoli.

Creare la consapevolezza è però un obiettivo complesso e delicato. Secondo l’ideatrice Blandine Calais Germain del metodo brevettato “Perineo & Movimento”, focalizzare l’attenzione esclusivamente sul perineo può essere dannoso o comunque poco produttivo. Nel percorso di consapevolezza è quindi importante, fin dall’inizio, integrare l’attività del perineo al movimento di tutto il corpo proponendo, oltre agli esercizi localizzati, anche esercizi più ampi, per far percepire alla donna che se spinge – ad esempio – un carrello della spesa, in quel movimento il perineo si attiva e partecipa al lavoro corporeo complessivo.